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Andiamo a teatro? Grazie a Palladio, si può

Aggiornato il: mag 19

"Andiamo a teatro".

Cosa intendiamo quando diciamo questa frase? Per noi del 2020 vuol dire due cose:

1. vuol dire andare a vedere uno spettacolo,

2. andare dentro un edificio preciso.

Questa frase così normale per noi oggi, era invece del tutto sconosciuta agli uomini che hanno vissuto in un periodo lunghissimo tra l'alto Medioevo e il Rinascimento.


Nel Medioevo, infatti, si faceva teatro in tutti i luoghi possibili: piazze, cortili, corti, case di ricchi signori. Ma anche in tutti i momenti possibili: nei banchetti privati e nelle feste religiose, per celebrare nascite e matrimoni.


Per queste ragioni gli storici parlano di teatralità diffusa, perché era un'attività che poteva avvenire in tutti i luoghi e in tutti i momenti.


Questa caratteristica, come detto, permane anche nel Rinascimento, quando le opere venivano rappresentate nelle piazze e nei palazzi dei Signori.


Per ritrovare una vera struttura dobbiamo aspettare la fine del Cinquecento, in particolare il 1580, quando viene costruito il primo teatro in muratura.

Siamo a Vicenza dove Andrea Palladio, già affermato per la costruzione delle ville, riprende le regole dettate da Vitruvio, archittetto e autore latino vissuto tra il I secolo a.C. e il Il d. C.


C'è da dire che il principale interprete di Vitruvio era stato Leon Battista Alberti, ma solo con Palladio è possibile ritrovare i principi vitruviani applicati anche in un teatro

Tuttavia i principi classici sono rivisitati in chiave contemporanea.


In particolare gli elementi classici sono la cavea, l'orchestra, il proscenio con la scena fissa. Ma c'è un elemento innovativo: il soffitto. Il teatro di Vicenza è infatti costruito all'interno di un palazzo.

Tutto l'interno è adornato di statue alla romana dei membri dell'Accademia Olimpica di cui faceva parte anche lo stesso Palladio.

L'obiettivo dell'Accademia, fondata nel 1555, era quello di sviluppare gli studi del teatro greco. All'inizio, per le loro prime rappresentazioni, avevano usato palchi provvisori. Quando gli accademici decisero di costruire un vero edificio, la scelta ricadde su Palladio che si impegnò a ricostruire un teatro classico adattandolo all'interno di un edificio.

La scenafronte

Palladio morì durante i lavori che furono terminati da Vincenzo Scamozzi.

Non sappiamo con sicurezza se quest'ultimo progettò la scenafronte spontaneamente o seguendo le indicazioni di Palladio.

Sappiamo, però, che questa fu l'ultima a essere costruita e ha tre aperture, anche queste alla romana, che riproducono scene di città. Le strade prospettiche sono realizzate in modo tale che ogni spettatore potesse vederne almeno una in profondità. Come dimostra questa foto che ho scattato da una posizione collocata all'estremità destra. Effettivamente anche nei punti più disagevoli si vede una strada intera.


Sembrerà strano, ma quando il cantiere del Teatro Olimpico fu chiuso e il teatro venne inaugurato, nel 1585 con la rappresentazioni dell'Edipo re, era già fuori moda.


Scamozzi si era spostato a Sabbioneta che nel 1588 rappresenta già una novità con i sedili disposti a semicerchio, con l'orchestra inclinata, il retropalco dotato di camerini. Ma sopratutto è costruito in un edificio nato proprio per essere solo un teatro.

Dalla fine del '500 vengono costruiti tanti teatri in Italia, ma quello più importante che è arrivato fino a noi è il Teatro Farnese di Parma.

L'archittetto questa volta è Giovanni Battista Aleotti, che nel 1618 completa un teatro con un palcoscenico che ha una cornice di arco di proscenio fisso. Non è il primo teatro con questa caratteristica importante, ma è il più antico che è arrivato fino a noi.

Per esempio, probabilmente secondo alcuni storici il primo teatro europeo ad avere l'arco di proscenio era nel Palazzo degli Uffizi, ma nel diciottesimo secolo, il teatro degli Uffizi è stato demolito e non ne abbiamo più traccia.


Quindi da oggi in poi, quando decidiamo di "ANDARE A TEATRO", ricordiamoci che questa frase è per noi una conquista: la conquista di uno spazio.

Una conquista partita nel mondo greco, ripresa nel 1580 e arrivata fino a noi.


di E.M. in StoriaDelTeatro

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