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Come valutare un'esibizione?

Il problema della valutazione è un punto centrale nella scuola, e, per questo, deve essere affrontato con attenzione anche in tutte quelle attività che si pongono come stimolo e arricchimento dell'offerta formativa.

Bisogna stare attenti a non valutare positivamente solo l'allievo più brillante, il più dotato artisticamente.

Non tutti amano stare sul palco, o possono essere definiti animali da palcoscenico, ma tutti possono impegnarsi per la riuscita del lavoro.

Vanno valutati, inoltre, anche gli studenti che non si sono esibiti, ma che hanno dato un contributo importante alla messa in scena. Se abbiamo assegnato i compiti all'inizio, avremo sicuramente diviso tra cast tecnico e cast artistico.

La performance non è, dunque, il metro unico della valutazione e, come in tutte le discipline, è bene tener conto dei progressi fatti in tutto il percorso e dell'impegno profuso.

Foto: wix

Si possono, quindi, valutare:

- l'impegno (scarso, discontinuo, costante, responsabile, rigoroso);

- l'interesse nella partecipazione (marginale, superficiale, adeguato, significativo, trainante);

- il metodo di lavoro (disorganizzato, ripetitivo, diligente, approfondito, autonomo).

A questi si può aggiungere l'originalità.

Si può scegliere, inoltre, a seconda del tempo a disposizione, di somministrate prove semistrutturate durante le lezioni o tenere conto esclusivamente degli esercizi laboratoriali o delle prove che hanno prodotto la messa in scena finale. L'idea in più: far tenere un diario di bordo da valutare alla fine.

In ogni caso è sempre bene esplicitare i criteri fin dall'inizio e utilizzare i singoli esercizi lungo il percorso per valutare aspetti specifici.



di E.M. in TeatroAScuola

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