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3 dettagli per riconoscere un teatro all'italiana

Sedie con tessuto di velluto e palcoscenici con assi di legno, tante decorazioni con stucchi dorati e un lampadario di cristalli.

Se alla parola teatro associate tutti questi particolari, vuol dire che in mente avete un teatro all'italiana.


Questa tipologia si consolida nel corso dell'Ottocento, nasce in Italia, ma si diffonde in tutta Europa.


L'edificio teatrale si propone come uno dei monumenti più importanti di una città, che si identifica infatti per tre elementi principali: la cattedrale, il comune e, appunto, il teatro.


Dal XIX secolo gli edifici teatrali diventano sempre più grandi, perché sono segnati come monumenti cittadini e celebrano nuove qualità di ottica e di acustica.


Basta pensare che, tra il 1880 e 1890 a Parigi, mezzo milione di abitanti andava a teatro ogni settimana e più di un milione vi andava almeno una volta al mese.

Il teatro dell'Ottocento è quindi un monumento alla borghesia.


Tutto nasce da La Scala di Milano, inaugurato nel 1778 e costruito da Giuseppe Piermarini. Può ospitare più di 2000 spettatori e per molti anni è stato considerato uno dei più grandi teatri d'Europa e fu preso a modello per tanti paesi.



PRIMO ELEMENTO DETERMINANTE: I PALCHI

Il primo elemento che caratterizza lo spazio del teatro all'italiana sono i palchi, che si possono rivelare il posto migliore per guardare ed essere guardati. Nella sala, prima che le luci si abbassino, questa struttura permette un vero gioco di sguardi tra gli spettatori.

Ma i palchi si possono vivere anche come un interno autonomo che permette discrezione e isolamento. Determinano il confine tra situazione pubblica e privata. Se non addirittura segreta.



SECONDO ELEMENTO DETERMINANTE: IL SIPARIO

Poi c'è il sipario.

Inizialmente dipinto successivamente sostituito con un velluto rosso con frange d'oro. Questo particolare determina tutta la sala che da questo momento in poi adotterà il velluto rosso e le decozione dorate.

Il sipario è un segnale di richiamo dell'attenzione sulla scena.

Nel 1854 il Metropolitan di New York vanta il più grande sipario del mondo.

I sipari, dicevamo, erano anche dipinti. Qui in basso è possibile vedere una riproduzione custodita nell'archivio della Scala che rappresenta il sipario del Monticelli.

Se clicchi qui puoi vedere che anche Picasso ha realizzato un sipario dipinto.


TERZO ELEMENTO DETERMINANTE: IL LAMPADARIO

Il grande lampadario si aggiunge all'illuminazione dei palchi ed è un oggetto estetico che segna il volume spaziale e deve essere quindi sontuoso.

L'illuminazione pone anche dei problemi tecnici. È una macchina a tutti gli effetti: nell'Ottocento doveva essere abbassato e rialzato per permettere di spegnere, accendere e sostituire le candele.

Oggi conta 400 comode lampadine.

Tuttavia una scomodità resta: per pulirlo ci vogliono venti giorni!

Molte parti sono di cristallo di Boemia, ma alcune sono state sostituite con elementi in plastica per alleggerire il peso.

Il lampadario che vediamo oggi non è quello originale ottocentesco, ma una copia, realizzata dopo i bombardamenti della II Guerra mondiale.



PER APPROFONDIRE

Tanti dettagli e approfondimenti in questo testo di Fabrizio Cruciani.



di E.M. in StoriaDelTeatro


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