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Voglia di leggere? 2 libri ci dicono come farla venire e soprattutto come non farla andare via...

Aggiornato il: 17 apr 2019


Le strade per allontanare i ragazzi dalla lettura sono infinite mentre ardue e tortuose quelle che li riportano ai libri.

Siamo quello che leggiamo e Leggimi Forte sono due testi che spiegano a noi adulti, insegnanti, genitori, librai o semplici appassionati come trasmettere la passione per la lettura.

Il primo testo è di un famoso autore americano. Famoso forse per altri e non per me, lo confesso. Dello stesso autore, anni fa, avevo letto un suo libro casualmente, Muoio dalla voglia di conoscerti, un romanzo per ragazzi a cui ero approdata quando ero alla ricerca di nuove letture da proporre ai miei giovani studenti.

Questa estate in libreria tra gli scaffali ho scovato questo testo e mi sono incuriosita perché il titolo è davvero invitante. Invitante perché mentre validi nutrizionisti ci dicono che siamo quello che mangiamo, c'è anche chi ci ricorda che la mente si nutre di parole, immagini, storie e quindi è giusto dire che sì, siamo anche quello che leggiamo.

Chambers, in questo testo, parte dal raccontarci un po' di sé come lettore, come studente e come insegnante. Non lo fa per egocentrismo, ma per invitarci a riflettere sulla nostra esperienza di lettori.


"Per essere certi del perché riteniamo fondamentale crescere lettori appassionati e sensibili, dobbiamo essere disposti a fare un passo indietro per capire in primo luogo perché la letteratura è importante per noi stessi".

Chambers ci ricorda, inoltre, quanto sia faticosa la lettura per un essere umano. Non è per niente un atto scontato. Nel lettore maturo ed esperto la fatica ha lasciato il posto al piacere, ma questo cammino non è privo di difficoltà e l'insegnante, soprattutto quello che è a contatto con i più giovani lettori, deve essere consapevole di quanta fatica c'è dietro questa attività. Per approfondire questo aspetto, Chambers propone una serie di studi scientifici che dimostrano che la lettura è uno dei processi più complessi per il nostro cervello che ha impiegato migliaia di anni per svilupparsi in questa direzione.

Come insegnanti, librai o bibliotecari dobbiamo essere consapevoli di queste difficoltà e non sminuirle per essere capaci di incoraggiare un approccio positivo a questa esperienza.

Ma perché è così importante leggere?

Perché la la lettura nutre l'immaginazione e attraverso di essa si possono fare esperienze dirette della vita abbattendo tutte le barriere spazio-temporali. Per non parlare delle innumerevoli e positive ripercussioni sul linguaggio.

Nella seconda parte del libro Chambers, dà una serie di consigli utili: stimolare la conversazione sulle letture, mostrarsi mentre si legge (un genitore che rimprovera il proprio figlio di non leggere rischia di parlare a vuoto, se poi in famiglia non circolano libri. E lo stesso vale per un docente e la sua classe), come presentare un libro agli studenti, ecc...


Se l'autore americano ha impostato il suo saggio partendo da sé e dai suoi ricordi di infanzia, Leggimi forte ha come motore la figlia di uno dei due autori: Bruno Tognolini, scrittore per bambini, apre ogni capitolo con il racconto della sua esperienza di dieci anni di letture alla figlia.

Leggimi forte è un saggio che parla di libri ma anche una raccolta di racconti che parlano di vita.

Ogni capitolo, infatti, ha una ripartizione tripartitica. Gli autori ci parlano di vari aspetti legati alla lettura (il corpo, la voce, gli oggetti, il tempo ecc...) dividendo in Racconti, Riflessioni e Suggestioni.

I racconti sono quelli di Tognolini, ma poi subentra Rita Valentino Merletti, studiosa di letteratura per l'infanzia, che amplia, nella seconda parte, quella esperienza in termini più generali e la approfondisce. Infine le Suggestioni aprono a consigli pratici, e qui trovano spazio bibliografie ragionate, poesie e brani antologici, pronti per essere letti ai bambini.

Leggimi forte ha un modo decisamente originale di presentare l'argomento lettura creando un testo agile e pieno di riflessioni e consigli.

Talmente agile che mi ha accompagnato in molti luoghi: nelle mie ore buca scolastiche, sugli autobus, sulle panchine dei giardini.

Spiccano tra tutte queste parti, I 13 modi infallibili per allevare un NON lettore.

Di questi 13 modi ne sveleró solo uno, quello in vetta alla classifica: Non farsi mai vedere leggere!

Perché non c'è niente da fare, alla fine si finisce sempre lì. Vari autori hanno ragionato su come rendere più gradevole possibile l’esperienza della lettura. Molti hanno filosofato sull'oggetto libro, altri hanno avviato speculazione sui modi: meglio leggere distesi o seduti?

Ma alla fine si finisce sempre lì: se i bambini vedono gli adulti leggere, avranno più probabilità di diventare lettori.

Ricordiamocelo la prossima volta che diciamo ai nostri studenti/figli: DEVI LEGGERE!


#Libri #AreaDocenti #recensione

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