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3 TEATRI GRECI... IN ITALIA

Come molti sanno il teatro nasce nell'Antica Grecia. Nasce come idea ma anche come struttura.


Inizialmente c’era soltanto un semplice spiazzo per il pubblico e solo tra il V e IV secolo a.C. si trasforma in un'opera architettonica vera e propria, ma sempre a cielo aperto.


Le parti principali delle prime strutture teatrali sono 3:

- l'Orchestra, a pianta circolare o semicircolare, è lo spazio riservato al coro che ha il compito di commentare l’azione e di danzare;


- la Cavea, a pianta semicircolare, è divisa da corridoi ed in settori. Circonda l’orchestra ed ha i sedili per ospitare gli spettatori. Era costruita sfruttando i pendii naturali delle colline;


- la Scena (skené), probabilmente all'inizio era costituita solo da una tenda (skené è infatti significa tenda o capanna), ma nel tempo diventa un fondale con linee architettoniche semplici e in legno. Successivamente, la scena divenne sempre più complessa e abbellita da colonne, nicchie e frontoni.


La prima volta che sono stata in Grecia, come molti turisti, sono andata a Epidauro, che conserva un teatro, realizzato nel V secolo a.C. su progetto dell'architetto Policleto di Argo. 

Anche altre città della Grecia, come Delo e Priene per esempio, hanno bellissimi teatri, ma Epidauro è uno dei più grandi, poteva ospitare infatti fino a 14.000 spettatori, e vanta ancora oggi un’acustica perfetta.


Il teatro nasce in Grecia dicevamo.

Forse, però, non tutti sanno che tanti teatri greci sono anche in Italia. La sola Sicilia ne conta ben 17 rinvenuti, un paio accreditati, e 6 ipotizzati. Un elenco completo lo puoi trovare qui.


Qualche anno fa ho avuto modo di visitare il teatro di Taormina e quello di Siracusa.


Quest'ultimo risale al V secolo a.C. e ospita più di 5000 spettatori.

Tipica caratteristica dei teatri greci è la valorizzazione della visione panoramica, proprio come quello di Siracusa, che offre infatti la visione del porto e dell’isola di Ortigia.

L'edificio scenico, oggi, è interamente scomparso e ne sono visibili solo i tagli realizzati nella roccia, riferibili forse a diversi periodi.


Altro capolavoro è il teatro di Taormina che, con ben 10.000 posti, risale probabilmente al III secolo a.C.

La struttura originaria era legata ad un piccolo santuario.

In Grecia, infatti, gli spazi in cui avvenivano le rappresentazioni erano generalmente situati nelle vicinanze di luoghi sacri dedicati agli dei.

Nei secoli ha subito varie trasformazioni: nel tardo Impero l'edificio venne usato per le lotte tra gladiatori e già in epoca romantica appariva come un monumento decaduto.

Solo a partire dagli anni Cinquanta del secolo scorso, il teatro è tornato a essere impiegato per gli spettacolo che spaziano dalle rappresentazioni ai concerti, alle cerimonie di premiazione. È qui infatti che avviene la cerimonia conclusiva del Taormina Film Fest.

Il terzo teatro di cui voglio parlare l'ho trovato invece, per caso. Perché in Sicilia può capitare anche questo: di sbagliare incrocio e di ritrovarti dentro un teatro greco.

Questo è quello che è successo a Eraclea Minoa, quando con la mia amica, mentre cercavamo la spiaggia ci siamo ritrovate in quello che possiamo considerare piccolo gioiello nascosto.

Nel mio ricordo fotografico, lei, con il suo copricostume, sembra pronta per prendere parte al coro o a interpretare una vestale.



CURIOSITÀ: QUALI SONO LE DIFFERENZE TRA I TEATRI GRECI E QUELLI ROMANI?

Tutti questi teatri elencati finora sono considerati teatri greci... ma in Italia.

I motivi sono da rintracciare principalmente nel periodo in cui sono stati costruiti; ricordiamo infatti che il sud Italia fu colonizzato dai Greci a partire dall'VIII secolo a.C. dado vita alla Magna Grecia.

Ma ci sono anche caratteristiche diverse.

I romani, per esempio, non sfruttavano i pendii delle colline. Al contrario molti teatri erano costruiti su una superficie piana.

Il palcoscenico era sopraelevato e, già prima del 100 d. C., sul limite frontale del palco c'era una scanalatura che serviva per accogliere un telo che svolgeva la funzione di un sipario. Un elemento, questo, sconosciuto in Grecia.

L'orchestra, ridotta a un semicerchio, non ospitava il coro, ma gli spettatori più importanti e talvolta veniva usata anche per i combattimenti di gladiatori e animali.

Infine i romani erano particolarmente attenti alla comodità degli spettatori e usavano tende per ripararli dal sole, comprendo la cavea, e misero a punto un sistema per refrigerare il pubblico, incanalando sapientemente l'aria attraverso condotti e pozzi di acqua fredda.



PER APPROFONDIRE

Tra i tanti libri dedicati alla storia del teatro, consiglio soprattutto il libro di Oscar G. Brockett Storia del teatro.


di E.M. in StoriaDelTeatro

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