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A Natale si legge Calvino


Si dice Natale e si pensa ai regali. Si pensa a quei negozi affollati di gente carica di pacchetti.

Anche Calvino ci pensava a tal punto da inserire un bellissimo racconto nel suo Marcovaldo dedicato proprio alle feste natalizie. Il capitolo 20 si intitola appunto I figli di Babbo Natale ed è un piccolo capolavoro della narrativa di Calvino.

È una riflessione sul consumismo scritta nel 1963 e arriva fino a noi per risuonare nelle nostre teste e scuoterci nel profondo.

Il brano (che puoi leggere qui) si presta a molte riflessioni a seconda che ti trovi di fronte a un pubblico di bambini, di adolescenti o di adulti. Come tutte le grandi opere d'arte si può leggere in ogni momento della vita e per ognuno di essa si presta a riflessioni sempre più profonde.

Per la mia prima media, quest'anno, ho pensato di leggere questo testo facendomi guidare da alcune parole-chiave.



#Comodità: trovare un angolo comodo della scuola

Appartengo a quel gruppo di persone che associa la parola libro alla parola letto, quindi trovo innaturale leggere in classe, seduti e ordinati dietro i propri banchi. Fortuna vuole che nella mia scuola ci sia una bella biblioteca con poltrone e cuscini e di solito per il laboratorio di lettura ci trasferiamo tutti lì, ci sediamo in cerchio e leggiamo le nostre storie.



#Ascolto: selezionare una paylist di musiche

Il mio obiettivo è di creare un'atmosfera natalizia che però poi faccia riflettere. Si inizia la lettura accompagnati da un grande classico: White Christmas di Tony Bennett e Winter Wonderland di Aretha Franklin. Nella seconda pagina del testo troviamo la scena dello scambio dei doni, a questo punto si può inserire il classico Jingle Bells. A questa sequenza dedicherò un tempo importante.

L'idea in più: mentre leggiamo mettiamo la musica in sottofondo e poi finita la scena alziamo il volume della musica e facciamola ascoltare per un po'. La musica serve a separare le sequenze per farle risuonare e concedere il tempo di assaporarle. Possiamo usare lo stesso sistema che si usa negli audiolibri o nelle letture di Ad Alta Voce su RadioTre.



#Regali: preparare piccoli regali inutili da spacchettare.

Per l'occasione ho raggruppato dei segnalibri e li ho incartati nella carta da riciclare che ho poi colorato in vario modo. In realtà non è importante inserire chissà quale regalo, ma il bello è quello di ricreare un clima di festa come quello che c'è all'inizio del brano. Il docente può far apparire un cesto pieno di doni e invitare i ragazzi a prenderne uno qualsiasi e successivamente a scambiarsi doni e posizione. Chi sta a destra andrà a sinistra e viceversa. Chi è seduto sulla sedia cederà il suo posto a chi sta sul cuscino e chi è in poltrona invita qualcuno che è su una sedia. Per 5 minuti, al ritmo della musica ci si muoverà e si scambieranno doni. Poi al via del prof. si aprono i regali. Si ricreerà il ritmo festoso e anche caotico tipico delle feste. Ma tutto ciò prelude alla...



#Riflessione

Successivamente la vicenda si fa più problematica. Marcovaldo entra nella casa del figlio del capo e la situazione si fa più cupa. E qui entra in ballo Vivaldi.

Non so perché mi sono imbattuta in questo compositore, ma di fatto è andata così e l'effetto è molto interessante. Vivaldi segna un cambio di passo.

Per la scena in cui Marcovaldo va in cerca di un bambino povero a cui fare i regali ci sono i tre movimenti dell'Estate. Il titolo dell'opera pare non adattarsi al tema, ma l'atmosfera invece si sposa perfettamente.

Poi c'è l'ultimo momento in cui Calvino riflette su questo Natale consumistico. Per questa sequenza ho scelto il secondo movimento della Primavera, che crea un'atmosfera molto seria quasi triste, ma per me è questo lo scopo di questo racconto che deve preludere a una riflessione più seria sui significati profondi della narrazione.

Se nella prima parte è il docente che legge, nella seconda parte saranno i ragazzi ad alternarsi nella lettura. Oppure si può fare esattamente l'opposto, le sequenze più festose possono essere lette dai giovani studenti e nella seconda parte legge il docente. L'importante è spezzare la ripetitività.

Finita la lettura si procede alla discussione guidata. Sul quaderno si può fare una scheda dell'opera in modo tale da evidenziare il titolo, l'autore, le caratteristiche del personaggio, la trama... Oppure procedere con un disegno.

L'idea in più? Esiste l'audiolibro di Marcovaldo letto da Marco Paolini e con le musiche di Paolo Fresu. L'audiolibro contiene i racconti del primo ciclo di "stagioni in città", ma se il testo di Calvino è piaciuto si può pensare di far ascoltare un'altro episodio e seguire Marcovaldo in altre avventure.



di E.M. in TeatroAScuola

#Teatro #recensione #Attività #SpettacoliTeatrali #Libri

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