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Carrellate: quali sono e come riconoscerle

Avete presente quando camminate per strada e guardate davanti a voi?

Se i vostri occhi fossero una macchina da presa, il modo in cui guardate davanti a voi potrebbe essere chiamato "carrellata".

Il cinema da sempre infatti ripropone lo stile che usiamo anche nella vita reale quando guardiamo la quotidianità. A volte lo supera, ma non è questo il caso.


La parola carrellata, neanche a dirlo, viene dalla parola carrello che può viaggiare su un binario o su dei pneumatici e nei casi più spericolati anche su un elicottero.

È uno strumento utile per permettere i movimenti di macchina in varie direzioni per inseguire o allontanarsi da un soggetto.


Può, per esempio, precedere i personaggi retrocedendo mentre camminano e avremo così la carrellata a precedere. Oppure può seguirli (carrellata a seguire). Ma potrebbe anche accadere che in una scena ci sia una carrellata in avanti se l'inquadratura si avvicina al soggetto che riprende o in allontanamento se se ne allontana.

Questi sono i quattro movimenti più diffusi, ma la carrellata può muoversi anche in modo circolare o laterale.


Come già abbiamo sottolineato nel caso della panoramica, dipende tutto dall'effetto che vuole dare il regista.


Facciamo qualche esempio.



1. Charlie Chaplin nel 1952 gira Luci della ribalta che si conclude con questa famosissima scena.

In questo caso, la carrellata all'indietro serve per prendere congedo dal protagonista e allontanarsi dalla storia. Un velo viene messo su Calvero, ci allontaniamo e davanti alla macchina da presa passa la ballerina. La seguiamo ancora un po', ma anche lei si allontana con una serie di inquadrature e con una nuova carrellata che ci allontana sempre di più.



2. Prendiamo un'altra scena finale di un altro classico, Shining di Stanley Kubrick, 1980.

In questo caso ci troviamo di fronte a una carrellata in avanti. L'obiettivo non è quello di entrare nella storia. Siamo infatti alla fine del racconto. La storia l'abbiamo vista, palpitando e tremando seguendo le vicende della famiglia. Ora però il regista ci fa percorrere un corridoio per mostrarci piano piano un dettaglio di una foto, che è stata sempre lì per tutto il tempo. Giusto un dettaglio a cui affidare le ultime inquadrature che culminano con un attacco sull'asse per avvicinarci a all'ultimo particolare inquietante. La carrellata dà un senso di ineluttabilità e di scoperta. The end.



3. Ombre rosse di John Ford (1939) contiene una famosa carrellata laterale nel momento finale di questo video ben visibile. L'occhio del regista si accosta ai cavalli della carrozza e poi a quelli dell'esercito. Lo spettatore è proprio lì a fianco delle povere vittime attaccate dagli indiani e vicino all'esercito che va a salvarle.



4. In Orizzonti di Gloria (1957) di Stanley Kubrick troviamo due tipi di movimenti: una carrellata a seguire e a precedere. L'obiettivo non è solo quello di farci seguire il personaggio, ma di farci stare proprio dentro la trincea e mostrarci il carismo di Kirck Duglus, vediamo come.



5. Fight club è un film cult del 1999 girato da David Fincher in questa la carrellata circolare svolge la funzione di valorizzare il protagonista che sta facendo un discorso importante al suo gruppo, che invece resta sullo sfondo in modo indistinto.

Questo movimento trasmette solennità alla scena e rende le parole del protagonista importanti e indimenticabili.



Guardiamo ora questa scena che può essere considerata una summa di tutto.

Questo momento è tratto da La guerra dei mondi girato nel 2005 da Steven Spielberg. Qui la macchina da presa compie un giro di 360° intono alla macchina combinato con una carrellata laterale e una a precedere. Difficile non far salire l'angoscia, non farsi prendere dal dialogo incalzante, non seguire le espressione di un Tom Cruise terrorizzato che si guarda intorno.


Una vera magia del cinema.

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