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Il Borgo Sud dell'Arminuta


Sofia Fiore è l'attrice scelta per interpretare L'Arminuta

Dopo L’Arminuta, best seller tradotto in 23 lingue, che vinse il premio Campiello nel 2017 e che diventerà a breve anche un film, Donatella di Pietrantonio torna con il seguito della storia. La protagonista, una ragazza cresciuta in città da una famiglia borghese e poi restituita alla famiglia biologica di umili origini in una cruda realtà di paese, diventata adulta, é ora alle prese con nuove e vecchie relazioni.

Tra queste domina il legame, già importante nel primo romanzo, con la sorella minore Adriana, che nel suo essere «così viva e pericolosa» provoca in lei un disagio e un'attrazione che danno vita ad un sentimento di passione familiare vivissimo, teso e intimo, capace di animare tutto il romanzo, coinvolgendoci fino all'ultima pagina.

Tutto in questa storia sembra come diviso in due: l'anima della protagonista, che é ormai una donna realizzata e una stimata professionista, su cui però incombe l'insicurezza lasciata dalla ferita dell'abbandono; l'identitá dei personaggi spaccati tra l'ipocrisia della vita di provincia e la verità di più autentiche pulsioni umane; la lingua, con l'italiano e il dialetto che si annidano tra i dialoghi a caratterizzare le diverse appartenenze sociali e, non ultimo, il luogo della narrazione, che si erge ad emblema di tutte queste fratture: la cittá di Pescara.

Lo spazio tagliato da un'invisibile linea di confine tra il lusso e la vita agiata del centro e le periferie, in particolare quella, al di là del fiume, dove si trova il villaggio di pescatori, impregnato di povertà e fatica, che diventa il teatro ideale del dramma interiore dei protagonisti e che finisce per dare il titolo al romanzo stesso: Borgo Sud.


Inutile il tentativo di fuggire il più lontano possibile da questo dualismo lacerante, ancora una volta vedremo la protagonista cedere, come risucchiata da un richiamo ancestrale al rispetto dei doveri, al bisogno recondito del doloroso confronto con quella madre naturale di cui dirà :

«...Mia madre mi occupava dentro, vera e feroce. Restava in gran parte sconosciuta, non sono mai penetrata nel mistero del suo affetto nascosto. Chiuderò il conto con lei nella mia ultima ora».

É il Mare Adriatico lo sfondo ideale di questa storia d'amore tra sorelle e non solo:

«Non lo vedo il mare, ma so da sempre che sta lì. I pescatori di Borgo Sud saranno a largo, come al solito giá lavorano. Tutti gli altri dormono, è troppo tardi per il giorno che è finito, troppo presto per il nuovo. Dorme anche Adriana, un pò di mare è colato nel suo nome ».

E come piccole barche in questo mare si muovono i personaggi del racconto, sballottati nelle loro fragilità diverse, tra le onde impetuose di sentimenti contrastanti.

Ma è forse proprio questo fragilità che ci fa amare piú di tutti L‘Arminuta, "colei che ritorna" e ci insegna a resistere nei diversi luoghi del dolore, dove le ferite sperarano di trasformarsi in altro e dove abbiamo l'impressione di acquisire insieme a lei la preziosa consapevolezza di non poterci sentire veramente amati senza imparare prima ad amare.



di Letizia Durante in recensioni

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